CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO: COME RICHIEDERLI

Domande al via dal 15 giugno per richiedere i contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Rilancio per imprese e partite Iva.


Finalmente arrivano le procedure per ottenere i due contributi a fondo perduto più attesi per le imprese che hanno subito un calo di fatturato a causa dell’emergenza Covid-19:

  1. fondo perduto sul calo di fatturato

  2. fondo perduto sui canoni di locazione


1. FONDO PERDUTO SUL CALO DI FATTURATO

COME SI CALCOLA IL CONTRIBUTO Si calcola la differenza tra il fatturato (al netto dell’IVA) di aprile 2020 e quello di aprile 2019. Se il calo di fatturato è almeno il 33% spetta il contributo e sul calo si applica:

  • 20% se i ricavi 2019 non superano 400.000 euro;

  • 15% se i ricavi 2019 sono tra 400.000 euro e 1 milione di euro;

  • 10% se i ricavi 2019 sono tra 1 milione e 5 milioni di euro.

Chi ha aperto la partita Iva dopo il 30 aprile 2019 prende il minimo.

È previsto infatti un importo minimo di:

  • 1.000 euro per le partite IVA individuali;

  • 2.000 euro per le società di persone (SNC e SAS) e le persone giuridiche (SRL).

Il contributo a fondo perduto è esente da tassazione. CHI PUÒ FARE DOMANDA

  • Partite Iva individuali, commercianti e artigiani iscritti presso la Camera di Commercio;

  • SNC, SAS e SRL

Sono ESCLUSI tutti i professionisti sia con propria cassa (odontoiatri, avvocati, architetti, ecc.) sia iscritti alla gestione separata INPS (consulenti, fisioterapisti, ecc.).

QUANDO PRESENTARE LA DOMANDA Si presenta a partire dal 15 giugno al 13 agosto 2020. Entro pochi giorni dall'invio arriverà la ricevuta di accoglimento o rifiuto. Se la domanda è stata accolta, dopo pochi giorni arriverà un bonifico, direttamente dall’Agenzia delle Entrate, sull’Iban indicato.

COME INVIARE LA DOMANDA Il modulo di domanda potrà essere inviato all’Agenzia delle entrate solo in via telematica, normalmente attraverso un commercialista o direttamente dal soggetto richiedente utilizzando il software e il canale telematico Entratel/Fisconline o una procedura web nell’area riservata del portale “Fatture e corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate, a cui si potrà accedere tramite Spid o Cns.


Nel modulo per la richiesta del fondo perduto, predisposto online dall’Agenzia delle Entrate (qui le istruzioni per la compilazione) devono essere riportati:

  • i ricavi complessivi relativi al 2019;

  • l’importo complessivo del fatturato e dei corrispettivi riferiti alle operazioni effettuate nel mese di aprile 2019 e aprile 2020;

  • l’indicazione di eventuali situazioni particolari (soggetti che hanno iniziato l’attività dopo il 31 dicembre 2018, soggetti con domicilio o sede operativa in comuni colpiti da eventi calamitosi);

  • codice IBAN del conto corrente, intestato al soggetto richiedente, sul quale l’Agenzia delle Entrate accrediterà le somme spettanti.

Attenzione:

  • il fatturato e i corrispettivi devono essere considerati al netto dell’IVA con data di effettuazione dell’operazione compresa tra il 1° e il 30 aprile, comprese le fatture differite emesse nel mese di maggio e relative a operazioni effettuate nel mese di aprile. Devono essere inoltre considerate le note di variazione e le cessioni di beni ammortizzabili;

  • nel caso in cui l’ammontare del contributo sia superiore a 150.000 euro, il modulo deve essere firmato digitalmente dal soggetto richiedente e inviato esclusivamente tramite PEC, unitamente all’autocertificazione antimafia.

2. FONDO PERDUTO SUI CANONI DI LOCAZIONE

Il bonus affitti è un’agevolazione fiscale sotto forma di credito d’imposta riconosciuta a coloro che hanno subito una perdita dei ricavi di almeno il 50% nel corso dei mesi di marzo, aprile e maggio 2020 a causa dell’emergenza sanitaria. Due le misure previste:

  1. credito d’imposta del 60% per i canoni di locazione per immobili a uso non abitativo;

  2. credito d’imposta del 30% nel caso di contratto d’affitto d’azienda che include anche l’affitto di un immobile e contratti di servizi (es. spazi coworking).


A CHI SPETTA


  • imprenditori e professionisti con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni nel 2019 che svolgono la loro attività in locali in affitto;

  • strutture alberghiere e agrituristiche (indipendentemente dai ricavi registrati nel corso dell’anno precedente);

  • forfettari.

COME SI CALCOLA


  1. si prendono i canoni di affitto di marzo, aprile e maggio 2020;

  2. si verifica che i ricavi della propria attività siano calati di almeno il 50% nel corso dei mesi di marzo, aprile e maggio 2020 rispetto agli stessi mesi del 2019 a causa dell’emergenza sanitaria;

  3. se la condizione è rispettata, per i mesi in cui vale, si prende il canone di affitto e si calcola il 60%. (Es. su un affitto di 2.000 euro, lo sconto, ovvero il 60% di 2.000, sarà di 1.200 euro);

  4. vale anche per i canoni di affitto di azienda se includono anche l’affitto dei locali (in questo caso il contributo è il 30% sull’intero canone di affitto di azienda, anziché il 60%).

  5. ci rientravano inizialmente i leasing immobiliari ma in seguito è stato chiarito che ci rientrano solo i leasing non finanziari ovvero i leasing operativi di godimento. Quelli di solito stipulati sono tutti finanziari perché interviene un ente finanziario cioè la società di Leasing . Quindi di fatto ne sono esclusi.


COME SI UTILIZZA

Il credito d’imposta di fatto si può sfruttare:

  1. solo dopo aver pagato i canoni di affitto, si può utilizzare il contributo per compensare qualsiasi debito fiscale tramite il modello F24 utilizzando il codice tributo 6920 (es. si compensano dipendenti, IMU o imposte sul reddito);

  2. si può cedere il credito al proprietario locatore o al concedente, oppure ad altri soggetti, compresi istituti di credito. In tal caso, si dovrebbe pagare al proprietario soltanto la differenza (per tale cessione si è in attesa delle istruzioni).


Per maggiori informazioni e chiarimenti sui requisiti e le modalità di richiesta dei contributi a fondo perduto contattaci o prenota una consulenza.

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