DECRETO LIQUIDITÀ: PRESTITI GARANTITI PER IMPRESE E PROFESSIONISTI

Aggiornato il: mag 15

Cosa prevede il decreto e gli step per richiedere il finanziamento


Il 9 aprile è entrato in vigore il decreto liquidità per erogare a tutte le tipologie di impresa e di liberi professionisti il denaro di cui hanno bisogno per superare questa fase di emergenza, che purtroppo non finirà con la riapertura delle attività, ma si protrarrà ancora nei prossimi mesi.

IN COSA CONSISTE IL DECRETO LIQUIDITÀ


C'è da dire intanto che il denaro che imprese e professionisti riceveranno NON è a fondo perduto come qualcuno, almeno in parte, si aspettava, ma è invece un finanziamento bancario e come tale andrà rimborsato.

Trattandosi di un finanziamento bancario è, in ogni caso, prevista una istruttoria bancaria, seppure semplificata o super-semplificata in caso di finanziamenti fino a 25.000 euro.

La liquidità non è gratuita: è previsto un costo per commissioni e interessi che, secondo l’importo, potrebbe oscillare tra lo 0,2% e il 2-3%.

Lo Stato non darà direttamente nulla a imprese e professionisti, ma semplicemente garantirà le banche, le quali erogheranno i finanziamenti con garanzie di società pubbliche:


  1. Fondo di garanzia per le Pmi

  2. Sace per le aziende più grandi

  3. Confidi (consorzi privati per la parte non garantita dallo Stato)

La garanzia concessa è in media del 90%.

Sui finanziamenti fino a 25.000 euro è del 100%


COSA C'È DA SAPERE


1. Prima che i soldi siano sbloccati occorre aspettare l’approvazione da parte della Commissione europea, che richiede tempi di istruttoria, scambi di pareri etc. e le imprese non possono permettersi tutto questo.


2. Vanno aggiunti poi i tempi di istruttoria per la valutazione creditizia delle banche per concedere i prestiti e perfezionare le relative garanzie. Quindi è prevista la valutazione dalle banche ad eccezione dei micro-prestiti fino a 25.000 euro che verranno concessi con un certo automatismo.

3. C’è poi il vincolo di destinazione del finanziamento ottenuto che deve essere destinato a coprire:

a - i costi del personale

b - gli investimenti

c - il capitale circolante (magazzino) impiegati in unità produttive ubicate in Italia.

In questo modo si esclude, ad esempio, il rimborso delle rate dei mutui bancari (quando cesserà la moratoria), degli scoperti bancari a scadenza, dei debiti commerciali di ogni tipo.

Esisterebbe dunque il divieto per le banche di utilizzare i finanziamenti concessi per estinguere prestiti preesistenti.


GLI STEP PER OTTENERE IL DENARO PROMESSO DAL GOVERNO


1. Si aspetta l'approvazione europea della misura (in attesa a giorni)

2. Occorre rivolgersi alla propria banca, che quasi certamente dirà sì, salvo che il cliente non abbia più di 90 giorni di rate arretrate, sofferenze gravi nel sistema oppure protesti

3. Si presentano alla banca i seguenti documenti:

- il bilancio provvisorio 2019 (visto che i tempi per il bilancio definitivo sono posticipati al 30/06/2020);

- ultimo bilancio depositato (anche 2018) o ultima dichiarazione dei redditi presentata (anche 2018) o per chi è partito dopo l'1/1/2019 autocertificazione del costo del personale del biennio 2019-2020

- una breve relazione sulle spese da sostenere nei prossimi 18 mesi per costi del personale, merci o materie oppure investimenti

4. Si aspetta l’istruttoria e se darà esito positivo, la banca chiederà la garanzia alla Sace o al Fondo di Garanzia

5. Infine i soldi vengono accreditati


In entrambi i casi le procedure saranno semplificate e quindi veloci.


QUANTO SI PUÒ RICHIEDERE


FINO A 25 MILA EURO

- se l'importo richiesto è entro i 25.000 euro, non può comunque superare il 25% dei ricavi risultanti dall'ultimo bilancio depositato o dall'ultima dichiarazione dei redditi presentata;

- NON ci sarà valutazione del merito di credito del soggetto richiedente;

- si avrà in automatico la garanzia del 100% dal Fondo di garanzia;

- la somma dovrebbe arrivare in pochissimi giorni.


scarica qui

il modulo per la richiesta dei 25.000 euro


OLTRE I 25.000 EURO

Per decidere l'importo massimo richiedibile, si devono guardare due dati:


A. si prende il fatturato del 2019 come risulta dal bilancio già approvato oppure da una semplice dichiarazione dell’amministratore e si calcola il 25% ;

B. si prende il costo del personale inclusi i contributi sostenuti nell’anno 2019 e si moltiplica per 2.

L’importo massimo che si potrà richiedere sarà il più alto tra A e B. Ad esempio:

Impresa con fatturato 1.000.000 euro e 10 dipendenti nel 2019 con costo del personale di 300.000 euro.

A = 1.000.000 x 25% = 250.000

B = 300.000 x 2 = 600.000

Il più alto è B = 600.000 e quindi si potrà richiedere un prestito fino a 600.000 euro.

QUANDO E COME VA RESTITUITO IL FINANZIAMENTO


La prima rata si inizia a pagare dopo 24 mesi dall’erogazione in 6 o 10 anni (per questa maggiore durata occorre la conferma).

Qualche banca esprime dubbi se i 6 anni debbano includere i 2 di pre-ammortamento ed allora la restituzione diventerebbe tra 2 anni in solo 48 rate. Il punto verrà chiarito in seguito.

Dunque, se la banca il 31/05/2020 erogasse 250.000 euro al tasso presumibile del 2% accadrebbe questo:

  • da giugno 2020 a maggio 2022 si pagherebbero gli interessi ovvero poco più di 400 euro al mese

  • da giugno 2022 si inizierebbero a pagare rate da 3.750 euro al mese, se il rimborso è a 6 anni, da 2.350 euro al mese se il rimborso è a 10 anni (se consentito).

I LIMITI

  • esiste comunque una istruttoria bancaria seppure semplificata;

  • la garanzia è mediamente del 90% per i prestiti maggiori di 25.000 euro, quindi la banca valuterà l’affidabilità dell’impresa in relazione al 10% mancante o potrà richiedere un’integrazione a un Confidi ovvero a una società che dà un'ulteriore garanzia, però a pagamento;

  • inoltre, le imprese che vorranno richiedere il prestito non devono essere state classificate come imprese in difficoltà alla data del 31 dicembre 2019 né avere esposizioni deteriorate verso le banche alla data del 29 febbraio 2020;

  • non si possono distribuire dividendi nel corso del 2020;

  • occorre accettare di gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali, cioè se si licenzia bisogna farlo con intervento sindacale anche se piccole imprese (salvo esoneri che verranno concessi in futuro);

  • oltre agli interessi da pagare ci sono commissioni che vanno dallo 0,25% fino all’1%.

  • da capire è se le banche pretenderanno comunque la fideiussione personale dei soci nonostante le garanzie dello stato.


CONCLUSIONI


Il lato positivo di questa manovra è che sarà possibile ottenere facilmente finanziamenti, purché la domanda sia fatta entro il 31 dicembre 2020.

La garanzia dello Stato è sicura, quindi il prestito verrà quasi sicuramente concesso.

Senza questa garanzia l’impresa dovrebbe sostenere un costo per interessi di almeno il 4-5% e commissioni per eventuali garanzie di almeno il 5%.

Il lato negativo è che si tratta sempre di un prestito, quindi i soldi andranno restituiti, seppure per i primi 2 anni si pagheranno soltanto gli interessi e solo dopo si cominciano a pagare le rate. E ci sarà comunque da pagare un tasso di interesse anche se più basso di quello che sarebbe applicato senza la garanzia.

Le rate andranno rimborsate, quindi occorre pianificare correttamente le proprie uscite, perché sarà molto facile spendere il denaro proveniente dai finanziamenti ottenuti.


SUGGERIMENTI


A. Intanto, diventa decisivo per un’impresa fare quello che si chiama Stress Test e rendersi conto di quale sia il suo reale fabbisogno finanziario. Occorre quindi fare una attenta analisi di:

1. spese fisse

2. spese variabili

3. spese che non potranno essere coperte per i prossimi 12 mesi con adeguati ricavi

4. crediti verso clienti che si avrà difficoltà ad incassare

5. fornitori che andranno pagati per evitare interruzioni di forniture o cause legali

Senza un’adeguata valutazione, l’impresa potrebbe infatti rischiare di chiedere troppo poco rispetto alle sue reali esigenze (fabbisogno finanziario) oppure un importo troppo elevato, rischiando così di spendere la liquidità concessa in modo inopportuno, ritrovandosi poi a non poter rimborsare le rate del prestito.


B. L’impresa che invece ha una visione chiara del proprio reale fabbisogno finanziario, potrebbe chiedere:

1- quanto le serve per rimediare ai danni di questo periodo di emergenza

2- pianificare investimenti utili a evolvere e riadattare il proprio modello di business e anche per crearsi una riserva di liquidità (qui va però studiata la formula giusta).

C. Poiché i tempi potrebbero comunque andare oltre 1 mese, è consigliabile organizzarsi per le scadenze di aprile, senza contare su questa liquidità.

D. Se non si hanno investimenti da fare e il danno del periodo è limitato, può essere opportuno chiedere non più di 25.000 euro ad una banca presso la quale non si hanno scoperti visto che questi non potranno in ogni caso essere revocati fino al 30/09/2020.

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