Amministratori di SRL responsabili con il patrimonio personale verso i creditori societari

Aggiornato il: mar 19

Quando l’amministratore della Srl è veramente chiamato a rispondere con i propri beni personali e con i propri risparmi per i debiti della società di cui è amministratore e come può evitare la responsabilità illimitata per salvare il proprio patrimonio personale?

La protezione patrimoniale che fino a poco tempo fa la Srl garantiva all’imprenditore viene oggi messa in discussione.

La novità riguarda in particolare gli amministratori della Srl e si chiama “legge sulla crisi di impresa”, entrata in vigore in questi mesi.

Ma quando l’amministratore della Srl è veramente chiamato a rispondere con i propri beni personali e con i propri risparmi per i debiti della società di cui è amministratore? In tutti casi in cui la società non è in grado di pagare i propri debiti e salta fuori che l’amministratore avrebbe potuto intervenire prima che si manifestasse la crisi, con azioni utili a evitarla o che avrebbero portato allo scioglimento della società prima che la situazione si aggravasse.

In che modo l’amministratore può evitare questa responsabilità illimitata? Per proteggere il proprio patrimonio personale, ogni amministratore dovrà compiere 3 azioni:

1. Predisporre ogni mese un conto di previsione relativo ai successivi sei mesi. Si tratta di un vero e proprio budget previsionale in cui l’amministratore dovrà stimare le entrate e le uscite, dimostrando di essere in grado in ognuno dei successivi sei mesi di pagare puntualmente le uscite con le entrate, cioè di avere il controllo del proprio cash flow (certo, prima dovrebbe sapere cos’è e come si calcola il cash flow). Oltre a questo dovrà dimostrare di rispettare una serie di indicatori di bilancio.

2. Se la situazione prevista al punto 1 non si realizzasse, ovvero se in qualche mese le uscite previste fossero superiori alle entrate stimate, l’amministratore dovrebbe convocare l’assemblea per proporre le necessarie azioni correttive. Ad esempio:

  • chiedere ai soci di fare versamenti di capitale;

  • ricorrere ad un finanziamento bancario;

  • proporre misure di cambiamento gestionale rivedendo la tipologia di prodotti o servizi o riducendo il personale dipendente;

  • proporre un piano industriale di risanamento;

  • proporre un piano di marketing per trovare nuovi clienti con più margini.

3. Laddove non fosse possibile intraprendere azioni correttive per portare il previsionale in pareggio, l’amministratore dovrebbe proporre all’assemblea la messa in liquidazione della società o dovrebbe, di sua iniziativa, presentarsi davanti all' OCRI, un apposito organo istituito presso ogni Camera di Commercio con l’obiettivo di aiutare le aziende a risolvere la crisi futura oppure di agevolare la chiusura anche nel caso i soci siano contrari. È però essenziale sapere che l’OCRI potrebbe addirittura far dichiarare fallita l’azienda, anche se d’ora in poi la parola fallimento non esisterà più, in quanto sarà sostituita dall’espressione “liquidazione giudiziaria”.

Condizione essenziale affinché l’amministratore possa esonerarsi dalla propria responsabilità personale, quindi, è esibire all’OCRI sia il conto previsionale sia i verbali di assemblea o del consiglio di amministrazione convocati per dimostrare tutto ciò che di utile ha fatto per sistemare le cose.

Per un amministratore, che spesso è anche il socio di maggioranza della Srl, diventa piuttosto difficile evitare la propria responsabilità personale, a meno che non si faccia assistere da un professionista esperto di controllo di gestione e di analisi del cash flow che lo affianchi guidandolo nella gestione aziendale senza rischi.

Se tutto è realizzato in maniera grossolana, infatti, per gli amministratori sarà molto difficile invocare attenuanti di colpevolezza contro le accuse di colpa grave e di mala gestione mosse dai creditori sociali (banche, fornitori, dipendenti, erario, eccetera).

Tutti gli amministratori che finora si sono mossi ad intuito, vivendo giorno per giorno, dovranno perciò rivedere il loro modo di agire e iniziare a utilizzare necessariamente un software di controllo di gestione per la prevenzione e risoluzione tempestiva della crisi. E se non sanno bene cosa vuol dire, l’unico modo sarà quello di rivolgersi ad esperti con competenze tecniche ed una visione organizzativa, che lo accompagnino in questo nuovo percorso.

È ormai certo che senza adeguati sistemi di controllo la responsabilità degli amministratori verso i creditori societari diventa personale. Infatti, d'ora in poi, se la gestione della società non sarà improntata a proteggere il patrimonio aziendale, ogni creditore sociale potrà ricorrere per avere quanto dovuto dalla società.

Per sapere meglio come prevenire la crisi d'impresa ed evitare la responsabilità degli amministratori della Srl contattaci o prenota una consulenza con un nostro esperto in controllo di gestione.

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