Super multa su fatture elettroniche tardive: come evitarla

Aggiornato il: 21 nov 2019

Quali sono le sanzioni per le fatture elettroniche emesse e inviate in ritardo oppure non emesse e come evitarle.

Con il 1 ottobre le fatture elettroniche sono a regime ed è bene sapere che se ci si dimentica di fare una fattura o di inviarla allo SDI (Sistema Interscambio - Agenzia Entrate) dopo 12 giorni dall’emissione si aprono due possibili scenari:

1) non ci si accorge dell’errore e si paga la sanzione che sarà per ogni fattura pari al 90% dell'Iva riportata sul documento, ma mai sotto i €500 per ognuna;

2) ci si accorge dell'errore e si procede con il ravvedimento. Quindi, per una fattura di €1000 + Iva 22% = 220, la sanzione sarà 220 x 90% = €188. Ma siccome la sanzione minima è di 500 euro, si pagherà comunque €500 e non €188.

Follia o realtà? Follia!

Intanto, quando si parla di fattura ci sono due date importanti da tenere presenti:

  1. la data del documento

  2. la data di invio allo SDI

La data del documento cambia a seconda del tipo di fattura. Fattura Immediata - se si tratta di prestazione di servizi (libero professionista, artigiano, noleggiatore, ristoratore e chiunque svolge prestazioni):


DATA DOCUMENTO = DATA INCASSO CORRISPETTIVO


- se si tratta di un commerciante, la data del documento corrisponde al giorno della consegna della merce. Ma attenzione, se si incassa un anticipo prima della consegna, la data documento coincide con la data dell'anticipo.

DATA DOCUMENTO = DATA CONSEGNA MERCE o ANTICIPO

Fattura differita Questo tipo di fattura presuppone che ci sia un precedente d.d.t. cioè il documento di trasporto. Pensiamo, ad esempio, al commerciante all’ingrosso che durante il mese fa una o più consegne. Per ogni consegna emette un documento di trasporto. In questo caso la fattura deve essere emessa indicando come data del documento la fine del mese dell’ultimo documento di trasporto oppure la data dell’ultimo documento di trasporto emesso.


DATA DOCUMENTO = DATA D.D.T. o FINE MESE


Adesso passiamo alla questione data di invio allo SDI, molto più semplice. In questo caso l’invio deve avvenire:

  • entro 12 giorni per la fattura immediata, cioè quella emessa dal libero professionista, artigiano, noleggiatore, ristoratore e chiunque svolga prestazioni;

  • entro il giorno 15 del mese successivo se si tratta di fattura differita.

Chi riceve la fattura dal proprio fornitore potrà detrarre l’Iva già dal mese (se mensile) o dal trimestre (se trimestrale) della data documento indicata in fattura. L’importante è che quella fattura di acquisto risulti dal proprio Cassetto fiscale area SDI pervenuta entro il giorno 15.

Veniamo adesso alle dolenti note, ovvero alle sanzioni previste e a come evitarle.

Cosa succede se la fattura viene inviata oltre la data in cui avrebbe dovuto essere emessa (12 giorni per la fattura immediata e 15 giorni per la fattura differita)?

Esempio:

Incasso il 15/10, quindi devo emettere la fattura al 15/10. Se mi dimentico di fare la fattura il 15/10 e la creo dopo perché magari mi sono accorto in ritardo di aver ricevuto il bonifico del pagamento, l'importante è che l'invio avvenga prima del 27/10 (12 giorni). In caso contrario scatta la sanzione dal 90% dell’Iva con il minimo di €500.

Come si evita la maxi sanzione? Appena ci accorgiamo del ritardo dobbiamo fare il ravvedimento, quindi:

1. si emette la fattura con data al 15/10;

2. si invia la fattura allo SDI;

3. si paga la mini sanzione del ravvedimento che va da 1/9 a 1/6 del 90% dell'Iva in base ai giorni di ritardo oppure €500, quindi minimo da €55,55 euro a €83,33 per ogni fattura emessa o inviata in ritardo.


La speranza di tutti è che queste assurde sanzioni possano essere ridotte ad importi più giusti. Per adesso, tuttavia, il suggerimento è quello di fare molta attenzione alle date di emissione e di invio delle fatture elettroniche per evitare di incorrere in sanzioni. Se hai bisogno di chiarimenti contattaci.

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