Deducibilità auto aziendali: le novità 2020

Aggiornato il: feb 28

Quali sono le novità per la deducibilità delle auto aziendali concesse in uso promiscuo ai dipendenti, come calcolare il fringe benefit e come intestare l'autovettura per risparmiare il più possibile.

Nuovo anno, nuova Legge di Bilancio e nuove regole per la tassazione dei veicoli aziendali concessi in uso promiscuo ai dipendenti. La novità riguarda i contratti stipulati a decorrere dal 1° luglio 2020 e i veicoli di nuova immatricolazione.

L’auto aziendale a uso promiscuo, vale a dire l’auto utilizzata per motivi sia personali che aziendali, è uno dei fringe benefit più diffusi tra le aziende. Si tratta, in pratica, di un beneficio accessorio concesso al dipendente sotto forma di bene o servizio, esente da imposte, che va ad aggiungersi alla busta paga.

Il nuovo calcolo per la deducibilità dell’auto aziendale penalizza i veicoli più inquinanti e premia quelli più ecologici.

Resta valida l’applicazione della disciplina vigente al 31 dicembre 2019 per i veicoli concessi in uso promiscuo con contratti stipulati entro il 30 giugno 2020 con qualunque valore di emissione di anidride carbonica. Come calcolare l'importo Vediamo come funziona la tassazione auto intestata alla società, ma utilizzata dal dipendente anche per motivi personali (uso promiscuo dell’auto aziendale).

Dal sito dell’ACI si rileva l’importo del fringe benefit da dividere per 12 (il numero delle mensilità), così da ottenere il valore mensile di fringe benefit da inserire in busta paga. Tale importo deriva da questo calcolo:

- preso il costo chilometrico per tipo di autovettura (in base alle tabelle ACI);

- si moltiplica per la percorrenza convenzionale di 15.000 km ;

- dalla cifra ottenuta si calcola il 30%, che corrisponde al valore del benefit, su cui verranno calcolati contributi e tasse. Si presume che il dipendente usi l’auto al 30% per motivi personali (ed infatti sul 30% il dipendente paga Irpef e Inps, che gli vengono trattenuti dallo stipendio mensile) e il restante 70% per lavoro. Esempio: Auto aziendale: Alfa Romeo Giulietta 1.4 T Multiair a benzina da 150 CV Fringe benefit: costo per km ACI € 0,5206 x 15.000 chilometri = € 7.809 Imponibile del 30% = € 2.342,64 (30% del fringe benefit) Imponibile mensile da tassare in busta paga = € 2.342,64 / 12 = € 195,22 al mese

Quali novità da luglio 2020?

La novità sta in quel 30% tassabile, che diminuisce per le auto meno inquinanti e aumenta per le auto più inquinanti. In particolare:

  • 25% per le auto con emissione di CO2 inferiore a 60g/Km

  • 30% per le auto con emissione di CO2 tra 60g/Km e 160 g/km

  • 40% per le auto con emissione di CO2 tra 160g/Km e 190g/km

  • 50% per le auto con emissione di CO2 superiori a 190g/Km

Il 40% e il 50% dal 2021 saliranno ulteriormente, arrivando rispettivamente al 50% e al 60% di imponibilità. I vantaggi per l’azienda che deduce i costi delle autovetture a uso promiscuo Le regole attuali non cambiano. La deducibilità è del 70% dei costi effettivi sostenuti per l’autovettura concessa in uso promiscuo al dipendente per la maggior parte del periodo d’imposta.

È bene ricordare che queste agevolazioni non valgono se l’auto, anziché essere concessa al dipendente, viene data all’amministratore.

In caso di assegnazione all’amministratore, infatti, rimane deducibile soltanto un misero 20% del costo dei canoni di leasing oppure della quota di ammortamento (se acquisito in proprietà), nei limiti di € 18.076, cioè al massimo il 20% di questo, ovvero € 3.615 da ripartire per 4 anni.

In sintesi, per le auto non promiscue o date in uso agli amministratori si deducono solo €903,80 all’anno se l’auto ha un costo maggiore di € 18.076, altrimenti anche meno. In pratica, non si recupera quasi nulla.

L’unico vantaggio reale di intestare l’auto ad uso non promiscuo ad una società SRL, SAS, SNC e STP (la Srl dei liberi professionisti) è di poter recuperare il 40% dell’Iva. Tale detraibilità dell'Iva non vale per odontoiatri, fisioterapisti e tutti i professionisti sanitari in quanto esenti Iva come prestazioni attive. In pratica, queste categorie possono dedurre solo il costo fino a € 903,80.

Se tuttavia si facesse figurare, come per il dipendente nell'esempio visto prima, nella busta paga dell’amministratore un fringe benefit, per esempio di € 5.000, cosa accadrebbe?

  1. sulla busta dell’amministratore l’F24 verrebbe più alto per le tasse su € 5.000 = € 3250

  2. la società dedurrebbe come costo anziché € 903,80 anziché ben € 5000, ma risparmierebbe soltanto il 29% = € 1450 se SRL o STP.

Quindi, questa strategia non sarebbe assolutamente conveniente.

Mi chiedono spesso se conviene intestare l’autovettura personalmente o all’azienda. QUESTE SONO LE OPZIONI IN ORDINE DI CONVENIENZA: 1. Agente o rappresentante di commercio. Questa è l’opzione più conveniente. In questo caso, infatti, l’Iva è detraibile al 100% ed il costo è deducibile all’80% se l’auto non costa più di € 25.823. Unico limite: devi essere un agente iscritto al ruolo CCIAA. 2. Rimborso chilometrico: se sei un amministratore o un dipendente e fai almeno 1.000 km al mese, sicuramente la scelta più giusta è quella del rimborso chilometrico. Se con una nota spese dimostri i km che fai e dove vai, puoi chiedere alla società il rimborso del costo chilometrico ACI per i chilometri percorsi. Tale importo è: A) esente da imposte e contributi per chi lo riceve, cioè l'amministratore o il dipendente; B) deducibile al 100% per la società. 3. Autovettura strettamente inerente all’attività (cosiddetta Businesscar). In questo caso è possibile dedurre costo e Iva al 100%. Si tratta di autovetture per uso speciale (esempio: auto officina, auto pubblicitaria, auto laboratorio) tutte inquadrabili nella categoria N1, che possono derivare dalla stessa autovettura ma è necessario installare sopra di esse, in modo permanente, attrezzature utili al lavoro. Ecco alcuni esempi: Autocarro: una griglia divisoria fissata in modo inamovibile. Auto pubblicitaria: un allestimento tipo vela o un arredo interno per trasporto campionario o materiale pubblicitario. Non è sufficiente la semplice scritta sulla carrozzeria. Auto-officina: un allestimento interno per pronto intervento (scaffalature ed attrezzature come gruppo elettrogeno, morsa ecc.) purché fissati nell'autovettura. Tutte queste tipologie di autoveicoli categoria N1 sono quindi considerati strumentali, detraibili e deducibili per inerenza. Per questi allestimenti esistono società specializzate che permettono di essere in regola e non ritrovarsi coinvolti in inutili contestazioni. 4. Autovettura acquistata dalla SRL o STP NON in uso promiscuo. Questa è l’opzione meno conveniente. In questo caso, infatti, l’Iva è detraibile al 40% ed il costo è deducibile al 20%, dunque, come detto prima, si può dedurre al massimo € 903,80 l’anno e il 20% dei costi per carburante, assicurazioni, bollo e manutenzioni.

Autocarri Questi veicoli consentono di detrarre l’Iva al 100% e dedurre il costo al 100%. Bisogna però stare attenti all’uso che se ne fa, perché chi usa l’autocarro per motivi personali ed extra-aziendali può subire contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Il super ammortamento si applica?

Con la nuova legge di bilancio 2020 il super ammortamento è praticamente sparito, salvo una sorta di trasformazione in credito d'imposta per i beni rientranti nell'industria 4.0. (si attendono chiarimenti). Magari più avanti potrebbe arrivare una proroga e quindi un super ammortamento come quello del 2019.


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