Evasometro: il nuovo software dell'Agenzia delle Entrate per controllare i nostri conti correnti

Come funziona l'Evasometro, quali sono i movimenti messi sotto la lente del Fisco e come difendersi per evitare controlli e sanzioni.

Evasometro

L’evasometro è entrato in vigore in via sperimentale nel 2019. Dunque è già da un po’ di tempo che l’occhio del fisco è operativo alla ricerca degli evasori. Finora, hanno scherzato però perché era soltanto in via sperimentale, quindi non su larga scala.


A partire dal 2020, l’evasometro invece entra a pieno regime: il fisco ha così la possibilità di controllare tutte le anomalie, tutte le discordanze tra tenore di vita e dati di redditi dichiarati.

Certamente, si potrebbe presumere che l'anno del Covid abbia rallentato anche questo tipo di controllo.

Ma non ci dimentichiamo che il Fisco è un po' come un elefante: ricorda tutto e torna indietro!!!


L’ Evasometro, è il nuovo, sofisticato e diabolico software dell’Agenzia delle Entrate che grazie all’intelligenza artificiale è in grado di elaborare un’enorme quantità di dati e di stanare aziende e privati presunti evasori, confrontando in modo automatico quanto possiedono con quanto dichiarano. Tutte le banche stanno vedendo i conti correnti dei propri clienti setacciati dal sistema. Come funziona?

Attraverso un software, un apposito algoritmo chiamato Geodas analizza e incrocia i movimenti bancari con i redditi dichiarati da privati e aziende, oltre ad esaminare il loro storico finanziario, cioè le operazioni bancarie passate. Pare, da indiscrezioni, che se la differenza tra quanto risparmiato e depositato in banca e quanto dichiarato al Fisco è superiore al 20%-25%, il sistema possa segnalare l’incongruenza e far scattare la verifica dell’Agenzia delle Entrate. A quel punto il contribuente dovrà giustificare con la documentazione necessaria la provenienza lecita dei depositi in eccesso. In verità, gli accertamenti bancari sono sempre esistiti. Ma se finora potevano scattare soltanto in casi molto particolari (ad esempio dichiarazioni fiscali in perdita), d'ora in poi sarà un software a segnalare ai funzionari del Fisco di procedere con l’accertamento bancario. Facciamo un esempio: se all’1/1 i saldi bancari sono di 10.000 euro e al 31/12 passano a 30.000 euro, il reddito netto dichiarato dovrebbe essere di almeno 15.000/16.000 euro, e cioè:

30.000 - 10.000 = 20.000 meno il 25%

Transazioni a rischio Saranno scandagliate tutte le transazioni superiori a 5.000 euro quindi versamenti, prelievi, bonifici, in particolare acquisti di auto, moto, immobili, imbarcazioni e i trasferimenti di denaro da e per l’estero. Dati in forma anonima L’ Evasometro rileverà i dati in forma anonima nel rispetto della privacy. I funzionari del Fisco verranno a conoscenza di nomi e cognomi soltanto quando l’algoritmo segnalerà l’incongruenza tra quanto dichiarato e quanto posseduto o speso.

Come difendersi La prima cosa da fare per te imprenditore o professionista è sapere esattamente come funziona l' Evasometro. Inoltre, occorre studiare e seguire una strategia di pianificazione fiscale per controllare meglio la tua azienda o studio professionale e gestire con anticipo l’allineamento tra dichiarazione dei redditi e i dati presi in esame dell’ Evasometro per tenere lontano il rischio di verifiche e sanzioni. Se hai bisogno di aiuto o per maggiori informazioni contattaci o prenota una consulenza fiscale.

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