REGIME FORFETTARIO: quando conviene

e quando è meglio sfruttare altre opportunità

Il regime forfettario è nato come un regime semplice e molto conveniente, ma negli ultimi tempi la legge lo ha reso complicato e pieno di limiti. Se si sbaglia si perdono le agevolazioni e sono guai anche per i clienti che hanno ricevuto le fatture in regime forfettario.

APRIRE LA PARTITA IVA IN REGIME FORFETTARIO

Quando si vuole aprire la partita Iva il primo pensiero va al regime forfettario perché tutti sanno che è semplice e costa poco sia di commercialista che di tasse.

 

Ma perché è importante non sbagliare quando si parte con questo regime?

Nel regime forfettario le fatture sono senza Iva e senza ritenuta d'acconto.

Adesso immagina di fare per un intero anno fatture ai tuoi clienti senza Iva e senza ritenuta d'acconto  e scoprire soltanto alla fine dell'anno che non potevi aderire al regime forfettario.

Che succederebbe?

  1. Dovresti richiamare tutti i clienti, rimandargli la fattura con l'Iva e con il rischio di rimetterla tu al 22%! E se fossi un professionista che nel regime ordinario avrebbe dovuto mettere la ritenuta d'acconto del 20% ci rimetteresti pure questa. Insomma una importante cifra tutta a tuo carico!

  2. Oltre al rimetterci 22% + 20% del fatturato, aggiungi la brutta figura che faresti, col rischio di apparire poco affidabile!

Per questa ragione ho scritto un articolo che fa chiarezza sul regime forfettario per farti evitare errori che porterebbero a conseguenze pesanti per te e la tua attività.

 

Vediamo intanto i passi da fare per aprire la partita Iva in regime forfettario:

 

Step 1# Prima di tutto va definita l'attività da esercitare e individuato il codice ATECO che puoi rilevare e scoprire anche da solo cliccando qui. Trovare il proprio codice Ateco è molto semplice, basta indicare una parola che identifica l'attività e indicare il tuo Comune. Il sistema proporrà una serie di alternative e si potrà scegliere uno o anche due o tre codici da indicare nel modulo di apertura della partita Iva.

Step 2# Si deve poi decidere il nome della ditta, che può essere anche un nome di fantasia da aggiungere al nome e al cognome, oppure può essere formato soltanto da nome e cognome.

Step 3# A questo punto va decisa la sede dell'attività, che può coincidere con la residenza.

 

Step 4# Infine si deve capire quale aliquota fiscale si può applicare. Potrà essere il 5% oppure il 15% in base alla tua situazione. A questo proposito è importante conoscere alcune informazioni.

 

 

 

TASSAZIONE REGIME FORFETTARIO

Quando si applica l'aliquota al 5% super-agevolata?

È necessario che ci siano queste condizioni:

1) non avere avuto partita IVA negli ultimi 3 anni

2) non aprire la partita Iva per proseguire un'attività che facevi come dipendente o lavoratore autonomo, a meno ché non si trattasse di attività marginali.

 

Se queste condizioni non sono rispettate cosa succede?

Facciamo due esempi:

- hai chiuso un anno fa la partita Iva e adesso pensi di riaprirla;

- eri dipendente idraulico e ora apri la partita Iva come idraulico.

Nessun problema grave: semplicemente si applica l'aliquota fiscale del 15%.

Se invece rientri nell'aliquota super-agevolata del 5% il grande vantaggio è che per i primi cinque anni paghi solo il 5% di tasse. Bel colpo! non credi?

 

Attenzione però, perché ci sono alcune situazioni di impedimento al regime forfettario che non lo rendono possibile! Vediamole.

I CASI IN CUI NON SI PUÒ APPLICARE IL REGIME FORFETTARIO

Nei casi seguenti non potrai avvalerti del regime forfettario, neanche al 15% (circolare Agenzia delle Entrate n. 9/E/2019):

 

1) NON PUOI ESSERE FORFETTARIO se il tuo coniuge o un tuo parente (padre, madre, fratello, ecc.) sono soci con almeno il 50% in una società che svolge un'attività che appartiene a una sezione di codici Ateco (ti ricordo che ogni attività ai fini Iva è identificata da un codice Ateco) di cui fa parte anche l'attività che vorresti iniziare tu con il regime forfettario, e con cui pensi di fare fatture a quella società.

Esempio: tuo padre detiene il 50% in una Srl con codice Ateco "commercio di motocicli" 45.40.11 sezione G e tu vorresti fare l'agente di commercio di caldaie 46.13.03 sezione G.

Pur essendo attività completamente diverse, entrambe fanno parte della stessa sezione G e dunque tu non puoi partire come forfettario.

Ma studiando bene il tuo caso ti assicuro che si potrebbe trovare una soluzione e per questo puoi contattarci premendo QUI.

 

2) ESCI DAL REGIME FORFETTARIO se negli ultimi 2 anni sei stato dipendente di un'azienda e hai emesso fatture a quella stessa azienda di cui eri dipendente per più del 50% del tuo fatturato totale.

Se superi il limite del 50%, dall'anno successivo esci dal regime forfettario.

 

3) NON PUOI ESSERE FORFETTARIO se sei socio di una Sas o Snc o di uno Studio associato. Quindi devi prima uscire da quella società e dall'anno successivo puoi diventare forfettario.

 

4) NON PUOI ESSERE FORFETTARIO se sei dipendente di un'azienda e:

a) pensi di fare fatture al tuo datore di lavoro;

b) il reddito lordo da dipendente è più di 30.000 euro.

I VANTAGGI DEL REGIME FORFETTARIO

1) Il primo grande vantaggio sta nella possibilità di SCARICARE UNA SPESA FORFETTARIA DAL 22%  al  60% che va a ridurre il tuo fatturato. La percentuale varia in base al codice Ateco e ti spetta anche se non hai spese da scaricare. E se di spese da scaricare ne hai di più cosa succede? L'eccedenza la perdi.

 

2) NON HAI IL PROBLEMA DELLA GESTIONE DELL'IVA che hanno tutte le partite Iva.

Infatti, non devi mettere l'Iva nelle tue fatture attive, però non puoi recuperare mai l'Iva su quelle passive che paghi.

 

3) se il tuo codice Ateco è di quelli iscrivibili anche in Camera di Commercio (lo capisci ad esempio dal fatto che è richiesta la pratica SUAP cioè una comunicazione informatica fatta al Comune) avrai sempre diritto, se rientri nell'aliquota al 5%, a VERSARE I CONTRIBUTI INPS RIDOTTI del 33% per i primi 3 anni.

La questione INPS è sempre molto rilevante. Lo Stato la giustifica nella sua esosità come "la pensione di quando saremo vecchi", ma intanto oggi i contributi Inps sono considerati da tutti come una vera e propria tassa, essendo incerto se e quando si potrà andare in pensione. Soprattutto i più giovani.

Se non ci prestiamo attenzione, in fondo al mese rimane davvero poco!

 

Ti ricordo che l'Inps è circa il 24% con un minimo di 1000 euro a trimestre per tutte le partite Iva con codici Ateco "iscrivibili in Camera di Commercio". Ti consiglio quindi di vedere se il tuo codice è tra questi (se hai difficoltà non esitare a contattarci). Se invece il tuo codice Ateco "non è iscrivibile in Camera di Commercio" l'Inps sale al 25,72% e la riduzione del 33% non spetta. E considera che tutte le attività di consulenza sono di solito al 25,72% senza riduzione Inps.

 

4) NON SEI OBBLIGATO alla fatturazione elettronica, ma puoi emetterla se lo desideri. Perciò puoi continuare con le fatture cartacee.

Ricordati comunque di apporre una marca da bollo da 2 euro sulle fatture cartacee oltre i 77,47 euro.

Se fai le fatture elettroniche, invece, non devi mettere la marca da bollo perché dovrai versarla tu, cumulativa, ogni 3 mesi con F24.

QUANTO SI PAGA IN TOTALE CON IL REGIME FORFETTARIO

Ti faccio alcuni esempi di tassazione totale di TASSE e INPS in base al codice Ateco:

 

A) attività che hanno codice Ateco iscrivibile in Camera di Commercio (CCIAA):

- se rientri nell'aliquota agevolata al 5% (vedi all’inizio di questo articolo), in totale puoi pagare dal 9% al 24% (tutto compreso, tasse e Inps) sul totale delle fatture emesse nell'anno;

- se rientri nell'aliquota al 15% in totale paghi dal 14% al 31% del fatturato.

B) attività che hanno codice Ateco NON iscrivibile in CCIAA (ad esempio consulenti, professionisti, procacciatori):

- se rientri nell'aliquota al 5% in totale paghi il 23% del fatturato;

- se rientri nell'aliquota al 15% in totale paghi il 31% del fatturato.

 

Come vedi puoi pagare soltanto il 9% o al massimo arrivare al 31%. Dipende tutto dal tuo codice Ateco e dal fatto di rientrare o no nell'aliquota 5% come ho illustrato all'inizio dell'articolo.

Se riesci a rientrare nel regime forfettario senza cadere nelle cause di esclusione e decadenza previste dalla legge, allora è conveniente.

L’alternativa al forfettario, devo ricordarti che è il regime ordinario dove rischi di pagare in media il 55%!

 

Ti ricordo, per finire, che il regime forfettario ha il limite di 65.000 euro l'anno, quindi, se hai intenzione di iniziare l'attività durante l'anno, il primo anno il limite è in proporzione ai mesi di apertura. Quindi, se parti nel mese di luglio il limite per il primo anno é: 65.000 euro diviso 12 mesi x 6 mesi = 32.500.

Se ti sfuggisse questo dettaglio perderesti l'agevolazione dall'anno successivo.

 

QUANDO NON CONVIENE IL REGIME FORFETTARIO

Ci sono casi in cui sicuramente il regime forfettario non conviene:

  1. se pensi di superare il limite di 65.000 euro l'anno di fatture;

  2. se le tue spese sono più elevate dell'abbattimento forfettario di cui ti ho parlato prima;

  3. se pensi di intestare un'autovettura alla tua partita Iva perché non potresti detrarre né Iva né costi, mentre con altre forme giuridiche potresti arrivare a scaricare fino al 100% in alcuni casi;

  4. se hai da recuperare detrazioni per coniuge o figli a carico col forfettario le perdi;

  5. se hai sostenuto spese di ristrutturazione con l'agevolazione del 50% col forfettario le perdi;

  6. se hai sostenuto spese mediche importanti col forfettario le perdi.

Se non puoi applicare il regime forfettario, a causa di uno degli impedimenti illustrati prima o se rientri in uno dei casi in cui non è conveniente per te, non ti preoccupare, ci sono tanti modi per NON pagare quel 55% e per risparmiare, come la SRL anche semplificata, un'interessante opportunità che ti consiglio di considerare.

Se vuoi ricevere maggiori informazioni sull'applicabilità e convenienza per te del regime forfettario o sulle altre forme giuridiche più adatte al tuo caso, prenota subito una consulenza con i nostri esperti in strategie di risparmio fiscale per imprenditori e professionisti oppure contattaci.

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Chi sono

Mi chiamo Claudio Esposito e sono un commercialista esperto in risparmio attraverso la  pianificazione  fiscale e di protezione  del patrimonio degli imprenditori.
Grazie alla mia esperienza e ad uno specifico metodo da me creato, sono oggi in grado di aiutare tutti coloro che hanno deciso di aprire una partita Iva a scoprire come farlo senza commettere errori e perdere tempo a capire tutte le complicazioni del fisco italiano. Ma soprattutto a sfruttare in pieno tutte le agevolazioni del regime forfettario.

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